Quando l’igiene si fa… intima – parte 1

Quando l’igiene si fa… intima

L’igiene, la detersione e la freschezza delle mucose delle parti intime, sia nell’uomo sia nella donna, sono importanti per mantenersi in buona salute.

Le mucose del nostro corpo hanno funzioni molto importanti e per questo vanno protette con efficacia. Quelle delle parti intime, specie nelle donne, richiedono particolare attenzione e una corretta igiene specifica che può cambiare nelle fasi evolutive della vita (pre-adolescenza, periodo fertile, menopausa) e in gravidanza. L’ambiente intimo, infatti, è costituito da un complesso ecosistema che deve essere accuratamente difeso dall’attacco di agenti infettivi. Date le modifiche che coinvolgono l’ecosistema durante la vita femminile, a causa delle variazioni ormonali, è importante scegliere il detergente intimo specifico per ogni età e al giusto pH.

Il ruolo dei lactobacilli

La mucosa vaginale durante il periodo fertile, per esempio, è ricca di lactobacilli di Döderlein che si nutrono di glicogeno, uno zucchero che viene prodotto dal corpo ed è stimolato dagli estrogeni femminili. I lactobacilli sono residenti e producono l’acido lattico che ha il compito di mantenere il pH della mucosa tra 3,5 e 4,5. Questo significa che quando c’è carenza di estrogeni (come nell’età pre puberale e nella menopausa), la carenza di glicogeno inibisce la proliferazione di lactobacilli e, di conseguenza, di acido lattico.

Questo fa salire il pH vaginale a un valore neutro (intorno a 7), abbassando, quindi, le difese naturali e aumentando il rischio di infezioni. Inoltre, durante la menopausa, a causa di una minor produzione di muco e di una maggior secchezza delle mucose si presentano frequentemente pruriti e bruciori che possono favorire le infiammazioni, così come durante il ciclo i residui mestruali possono favorire il diffondersi delle infezioni.

Ci sono poi altre situazioni nelle quali può essere compromesso il delicato equilibrio vaginale e cioè quando ci si espone a fattori di rischio microbici e micotici come la frequentazione di piscine, saune e palestre – che hanno ambienti caldo umidi – oppure il contatto con la sabbia della spiaggia o il contatto prolungato con indumenti bagnati. Queste situazioni favoriscono l’alterazione delle difese naturali e l’attacco da parte di microbi e funghi vari. Va comunque detto che anche in questi casi una corretta igiene intima e la scelta del giusto prodotto detergente per igiene intima sono un sicuro aiuto per preservare l’ecosistema vaginale.

L’ecosistema della vagina

La mucosa vaginale è caratterizzata da un ecosistema delicato e complesso che richiede una protezione efficace contro gli agenti patogeni. A livello anatomico-cutaneo la mucosa è formata da un epitelio pavimentoso stratificato non cheratinizzato. Gli strati intermedi sono formati da cellule ricche di glicogeno. La vagina si trova in condizioni ideali quando il suo pH è stabile intorno a un valore di 3,5/4,5 (cioè acido) perché ostacola la proliferazione di microrganismi patogeni (per esempio quelli della candida o della gardnerella, che possono indurre fastidiose irritazioni).

Se invece il pH è alterato a causa di patologie, scarsa igiene e detersione non corretta o aggressiva, si crea un disequilibrio dell’ecosistema vaginale. Va ricordato che la donna, in base ai cicli ormonali, attraversa pubertà, adolescenza senza mestruazioni, età fertile, puerperio, menopausa, età senile, a cui corrispondono diversi pH nel canale vaginale. Gli estrogeni sono presenti nelle neonate (che hanno un pH acido fra 4 e 5) ma già nel primo mese di vita, il pH tende a salire intorno a 7 in quanto gli estrogeni vengono prodotti in quantità molto basse.

Durante la pubertà il pH tende a scendere da 7 fino a circa 5, mentre nella maturità sessuale questo valore torna fra 4 e 5. La menopausa, che comporta un calo di estrogeni, porta nuovamente il pH intorno a 6-7; in caso di gravidanza, infine, la produzione di estrogeni è massima.

Il compito della flora vaginale

Come si è detto, la flora vaginale nelle donne sane è prevalentemente costituita da lactobacilli (conosciuti anche come bacilli di Döderlein) che hanno lo scopo di proteggere questa flora dai germi ostili, grazie anche alla sintesi dell’acqua ossigenata dotata di azione battericida, alla metabolizzione del glicogeno con produzione di acido lattico. Gli altri microorganismi, anche quelli di tipo patogeno (streptococchi, enterobatteri, anaerobi, micoplasma), sono tenuti sotto controllo proprio dai lactobacilli e dal sistema immunitario.

Quando questa flora vaginale si altera, può essere sopraffatta dai germi dando origine a una vaginosi batterica (dovuta, spesso, all’assunzione di antibiotici e farmaci immunosoppressori, se si soffre di diabete o stress psicofisici importanti) che è subito evidenziata da un cattivo odore vaginale ed è accompagnata, a volte, da perdite bianco-grigiastre e lattiginose. In questi casi, per riportare la flora vaginale alle condizioni ottimali, è possibile utilizzare prodotti a base di acido lattico e glicogeno oppure impiegare trattamenti topici a base di lactobacilli e antibiotici specifici. Questo dimostra che basta poco per alterare il pH vaginale; anche l’uso di detergenti per igiene intima alcalini, per esempio, rischia di esporre l’apparato femminile alle aggressioni batteriche e alle irritazioni.

Luisella Acquati

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