Prepararsi alla gravidanza

Prepararsi alla gravidanza

Quando fertilità fa rima con buona alimentazione. Si parla spesso di nutrizione in gravidanza o durante la menopausa, ma raramente si illustra come sia fondamentale imparare a mangiare correttamente durante l’età fertile, periodo nel quale le giovani donne combattono contro menarca sempre più precoci, irregolarità del ciclo, sindrome premestruale o gravidanza che non arriva.

Sana alimentazione e fertilità

Una ricerca della Harvard School of Public Health condotta su più di 17.500 donne che cercavano una gravidanza ha confermato la stretta sinergia tra sana alimentazione e fertilità: nel campione, chi seguiva una dieta bilanciata presentava una riduzione pari al 66% del rischio di infertilità per problemi di ovulazione e del 27% per altre cause rispetto alle donne che non si attenevano a schemi alimentari adeguati.

Dagli studi si evince che, per quanto riguarda la fertilità, è necessario un equilibrato apporto nutrizionale sia in termini di quantità che di qualità degli alimenti, in quanto sia le donne sottopeso che quelle sovrappeso/obese hanno una probabilità di concepimento che è statisticamente inferiore rispetto a quelle normopeso.

Le donne in sottopeso, infatti, hanno un numero minore di ovulazioni nell’arco di un anno rispetto alle donne con peso corretto, in quanto l’ipotalamo interpreta la perdita di peso drastica (ma anche la magrezza in generale) come una situazione di possibile pericolo, in cui sono presenti carenze di apporti nutrizionali, per lo più proteici, fondamentali per un corretto sviluppo del feto e per il benessere della mamma, quindi, una situazione inadatta alla gravidanza.

Anche sovrappeso e obesità, interferiscono negativamente con la funzionalità riproduttiva della donna, in quanto creano uno stato di insulino-resistenza assolutamente sfavorevole per l’impianto dell’ovulo in utero. Questo significa che una alimentazione ricca di junk food, il cosiddetto cibo spazzatura ricco di grassi e zuccheri semplici, additivi aggiunti dall’industria e già pronto, influenza drasticamente il nostro ambiente ormonale tanto da renderci più o meno adatte ad accogliere una gravidanza.

Sì ai cibi che sfiammano

Anche patologie correlate all’infertilità e in continuo aumento, come ovaio policistico ed endometriosi, possono essere correlate, prevenute o gestite grazie all’aiuto che viene dato da ciò che mettiamo in tavola. A queste patologie, le ultime generazioni femminili risultano più esposte anche perché, a episodi di menarca anticipati, si associa una ricerca sempre più tardiva della prima gravidanza. In particolare, l’endometriosi ha visto un aumento dell’incidenza negli ultimi 7 anni scoperta nelle donne tra i 20 e i 35 anni e da questi dati sono stati approfonditi gli studi per migliorare la qualità della vita delle donne colpite.

Essendo una patologia correlata a uno stato infiammatorio spesso in fase acuta, l’alimentazione adatta deve essere necessariamente povera di alimenti infiammatori che stimolano la produzione di prostaglandine infiammatorie (come carni, latte e derivati) e cibi contenenti estrogeni o fitoestrogenici (latte e derivati, soia), ma ricca di alimenti sfiammanti e depurativi caratterizzati da fibre (cereali integrali, frutta, verdura, legumi) e acidi grassi insaturi (pesce, frutta secca, oli vegetali).

Scegliere cibi naturali

Lo stress ossidativo, inoltre, correlato a fumo, alcool, inquinanti ambientali, ma anche metalli pesanti, fertilizzanti e pesticidi contenuti negli alimenti riducono la fertilità peggiorando la qualità dell’ovulazione. In merito a ciò, grazie a una recente ricerca, per la prima volta, i danni di pesticidi e fertilizzanti sulla fertilità sono stati valutati non su persone esposte per ragioni professionali o ambientali, ma su comuni consumatori, grazie allo studio effettuato dal Dipartimento di nutrizione ed epidemiologia della Harvard T.H. Chan School of public Health di Boston.

Comparando la quantità e il tipo di frutta e verdura consumate e i relativi tassi di pesticidi con le analisi effettuate sul campione delle donne in gravidanza in esame, i ricercatori hanno scoperto che coloro che assumevano più di una porzione e mezza al giorno di frutta e verdura con elevati livelli di pesticidi aveva il 29% di ovulazioni in meno rispetto a chi invece ne consumava meno di mezza porzione al giorno e sceglieva prodotti a scarsa esposizione chimica. I risultati non devono scoraggiare nel consumo di frutta e verdura, ma si ritiene che sia necessario adottare strategie migliori per combattere l’uso dei pesticidi, scegliendo prodotti biologici e vietando l’uso di elevate quantità di sostanze chimiche.

Un messaggio, quindi, a tutte le giovani donne in gravidanza: la prevenzione, un adeguato stile di vita e una corretta alimentazione sono tutte opportunità per vivere serenamente ogni nuova stagione femminile che venga proposta, consapevoli di poter coltivare al meglio dentro di sé la meravigliosa opportunità di donare la vita.

Ricetta: zuppa di legumi

250 g di farro decorticato
70 g di fagioli borlotti secchi
70 g di cicerchia secca
1 cipolla
2 carote
1 rametto di rosmarino
Curcuma in polvere
Foglie di erba salvia
Due rametti di timo
2 litri di acqua
Olio evo
Sale e pepe

Lasciate in ammollo farro e legumi per una notte. Tritate finemente cipolla e rosmarino, tagliate a piccoli cubetti le carote e fatele rosolare leggermente su fiamma bassa, poi unite farro e legumi sciacquati, coprite con l’acqua e aggiungete una presa di sale grosso, un cucchiaino di curcuma, qualche foglia di erba salvia e due rametti di timo. Lasciate cuocere per un’ora a fuoco medio e servite con olio evo a crudo.
(Ricetta tratta dal libro “Non chiamatela dieta” Edizioni LSWR.)

Rachele Aspesi
Farmacista specialista in nutrizione

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