Osteoporosi: le ossa diventano fragili – parte 1
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Osteoporosi: se le ossa diventano fragili
Il consiglio migliore è quello di adottare uno stile di vita che contrasti l’evoluzione della malattia.
L’osteoporosi è una malattia caratterizzata dalla riduzione della massa ossea e dall’alterazione della struttura interna dell’osso. Prevalentemente femminile, ma non solo, causa il progressivo indebolimento dello scheletro ed è associata a un aumento del rischio di frattura. Le ossa sono strutture in continua evoluzione, e contengono al loro interno nervi e vasi sanguigni che permettono alle cellule di rinnovarsi. Le cellule presenti nelle ossa sono di due tipi: gli osteoclasti, responsabili della rimozione del tessuto vecchio, e gli osteoblasti che hanno invece il compito di rinnovare il tessuto osseo.
Il processo di demolizione-costruzione ad opera di questi due tipi di cellule si definisce di “rimodellamento osseo”; gli osteoclasti scavano una piccola cavità nella quale l’osso vecchio viene riassorbito, questa viene poi riempita con il tessuto nuovo generato dagli osteoblasti. L’efficienza di questo processo diminuisce con il passare degli anni fino a portare a un bilancio negativo dove la funzione demolitrice degli osteoclasti prende il sopravvento su quella di ricostruzione dell’osso, che subisce modifiche della struttura interna diventando più fragile.
Le cause dell’osteoporosi
L’osteoporosi può essere dovuta a condizioni cliniche e malattie pre-esistenti, oltre che ad alcuni farmaci, oppure causata dall’invecchiamento e dalla menopausa. Si parla in questo caso di osteoporosi primaria, la forma più diffusa. Il periodo della menopausa è particolarmente critico per la donna e spesso segna l’inizio dello sviluppo della malattia. Durante la vita fertile, infatti, gli estrogeni hanno un effetto protettivo sulle ossa perché mantengono in equilibrio l’attività di costruzione e riduzione dell’osso; con il calo estrogenico accade che a prevalere siano gli osteoclasti e che si verifichi un maggior riassorbimento osseo.
Questo processo è particolarmente accelerato nei primi cinque anni dopo la menopausa. Per questa ragione esiste la tendenza a considerare l’osteoporosi una condizione esclusivamente femminile; inoltre le donne rispetto agli uomini partono, in genere, da una massa ossea inferiore e poiché vivono più a lungo, sono portate a perdere sostanza ossea per un maggior numero di anni. Ma la malattia può interessare anche gli uomini. In questo caso le modifiche della struttura ossea sono più graduali e generalmente legate all’invecchiamento. Sfortunatamente la malattia decorre silenziosamente e molto spesso viene individuata solo quando si verifica una frattura. Per questo è necessario tenerne sotto controllo l’evoluzione, e adottare uno stile di vita mirato alla prevenzione.
La prevenzione inizia da lontano
Lo sviluppo del tessuto osseo avviene nei primi 20 anni di vita; fino al raggiungimento del picco di massa ossea, nei bambini e negli adolescenti la formazione di nuovo osso è maggiore rispetto al suo riassorbimento. Una volta raggiunta la massima densità e durezza dell’osso, il picco, inizia una lenta graduale progressiva perdita di massa ossea, dove il riassorbimento dell’osso comincia a prevalere sulla sua formazione. Chi in giovane età non abbia raggiunto un adeguato picco di massa ossea, per svariate ragioni, è a maggior rischio di sviluppare, in futuro, la malattia e di andare incontro a fratture ossee.
A questo scopo fin dall’infanzia l’alimentazione e l’attività fisica dovrebbero essere tali da garantire la salute dello scheletro con adeguata assunzione di calcio, esposizione al sole per attivare la vitamina D e la pratica di attività fisica. Nelle persone anziane con osteoporosi il rischio di cadute, e quindi di fratture, può essere aumentato dalla concomitanza di altri fattori come difetti visivi, disturbi dell’equilibrio, uso di farmaci, stato generale di debilitazione. In questi casi può essere molto utile adottare delle precauzioni: fare uso di bastoni di appoggio, di scarpe con suole di gomma non scivolose, illuminare gli ambienti della casa in modo adeguato, non usare tappeti o scendiletto, predisporre punti di appoggio sulle scale e in casa.
Stefania Cifani

