Microbiota – parte 1
Indice dei contenuti
Microbiota: un mondo che lavora per noi
Il nostro benessere dipende anche dalla salute dell’apparato digerente. In particolare, il microbiota intestinale svolge un ruolo cruciale come parte integrante del sistema di difesa dell’organismo. Per questo è bene rispettarlo, cercando di mantenerlo sempre in efficienza, visto che ci accompagna in tutte le età della vita.
Che cos’è
Con il termine microbiota si intende l’insieme estremamente ricco ed eterogeneo di microrganismi (virus batteri, enzimi e funghi) che colonizzano tutte quelle aree dell’organismo che vengono in comunicazione con l’ambiente esterno – fra cui la pelle, il sistema respiratorio, quello urogenitale e l’apparato digerente, in particolare l’intestino – proteggendole, come una sorta di barriera, dall’attacco da parte di sostanze tossiche o di altri batteri in grado di causare diverse patologie.
Quando si forma
Fin dalla nascita ogni individuo acquisisce un proprio personale microbiota, che si struttura in maniera pressoché definitiva durante i primi 3-5 anni di vita e resta sostanzialmente stabile fino all’età adulta. La colonizzazione delle mucose da parte di esso rappresenta la prima ‘palestra’ con cui il sistema immunitario impara a convivere con i microbi amici e a eliminare quelli pericolosi.
Tra i numerosi fattori che influenzano la composizione del microbiota intestinale vi sono sicuramente quelli genetici (ad esempio la presenza di specifiche varianti geniche che favoriscono o inibiscono il contatto dei batteri con le cellule dell’intestino). Non è sempre lo stesso Durante tutto il periodo adulto, modifiche più o meno sostanziali alla sua composizione possono essere imputabili a cambiamenti della dieta, all’utilizzo di specifici farmaci (come gli antibiotici), a condizioni patologiche (tra cui malattie intestinali, interventi chirurgici o alterazioni dello stato immunologico).
Perché è importante
Il microbiota intestinale rappresenta la colonia di batteri più numerosa del nostro organismo: quella che viene comunemente chiamata flora intestinale. Svolge un ruolo cruciale nel mantenimento della salute ed è all’origine di reazioni biochimiche di grande importanza per l’organismo. È innanzitutto indispensabile per la generazione e l’attivazione di cellule che mediano la risposta immunitaria, quindi dalla sua salute dipende la capacità di proteggerci dall’attacco da parte di sostanza tossiche o di altri microorganismi in grado di causare malattie.
Ma non solo: è dimostrato da diversi studi che regola le funzioni del metabolismo in generale e della digestione. C’è poi l’aspetto del cosiddetto “secondo cervello”, come viene definito l’intestino. Infatti, è dimostrato scientificamente di come cervello e intestino siano in comunicazione tra loro, per cui alcuni stati emotivi possono essere condizionati dalla composizione del microbiota stesso.
Biodiversità come punto di forza
Un microbiota ricco in termini di varietà della flora batterica può mantenere determinate funzioni ed è garanzia di un sistema immunitario sano ed efficiente. Diversamente, uno squilibrio quali-quantitativo della sua innumerevole popolazione può andare incontro più facilmente a carenze e causare difese immuni alterate. Il che porta a una ridotta capacità di difesa nei confronti delle infezioni e predispone a sviluppare malattie di vario genere.
Qual è il suo meccanismo d’azione
Tutte le funzioni del nostro organismo dipendono dalla presenza di precisi fattori energetici. Il microbiota intestinale usa questi ‘messaggeri’ per comunicare con le nostre cellule immunitarie e regolarne le attività. Le vitamine, sintetizzate o attivate da esso, ma anche gli acidi grassi a catena corta, generati dalla fermentazione intestinale delle fibre introdotte con la dieta, sono solo alcuni dei prodotti del microbiota indispensabili alle cellule immunitarie per funzionare a pieno.
Claudio Buono

