Melanoma: occhio alla macchia – parte 1

Medicina melanoma

Melanoma: occhio alla macchia

Il melanoma è la forma tumorale più aggressiva della pelle e può risolversi con una diagnosi precoce

Un tumore in aumento ma ancora poco conosciuto

Un tumore in aumento ma ancora poco conosciuto e per il quale molto si può fare in termini di prevenzione. Stiamo parlando del melanoma, spesso ritenuto sinonimo di tumore maligno della pelle, ma che in realtà rappresenta solo il 5 per cento del totale dei tumori cutanei. Non tutti sanno che questi ultimi sono le neoplasie più frequenti in assoluto; fortunatamente nella maggior parte dei casi si tratta di forme facilmente curabili.

Il melanoma è invece la forma tumorale più aggressiva e che, nonostante i progressi recentemente ottenuti per il trattamento delle forme avanzate, può risolversi solo con una diagnosi precoce. I casi di melanoma sono in continuo aumento. Un tempo considerato un evento raro,
negli ultimi dieci anni le nuove diagnosi in Italia sono passate da 7.000 a quasi 14.000, soprattutto fra le persone al di sotto dei 50 anni. Il melanoma colpisce soprattutto le donne, nelle parti superiori e inferiori del corpo, mentre nell’uomo è presente maggiormente nel tronco e nel capo.

Cause

Si sa che l’eccessiva esposizione al sole causa il precoce invecchiamento della cute, ma non solo. La maggior parte dei carcinomi della pelle infatti è causata dalle radiazioni solari; ne è un tipico esempio il carcinoma basocellulare, più frequente in persone che hanno trascorso molto tempo della propria vita lavorando all’aperto, come pescatori e contadini.

Anche l’insorgenza del melanoma è favorita dall’eccessiva esposizione al sole, e in particolare dalle scottature, riconosciute come un importante fattore di rischio. Non è infatti l’esposizione graduale -e protetta da creme solari- a essere pericolosa, ma il trauma che la scottatura provoca alla pelle. Le scottature, specie se ripetute nel tempo, danneggiano il Dna delle cellule cutanee, innescando la trasformazione tumorale.

Il melanoma si forma, infatti, per una alterazione genetica dei melanociti, le cellule situate nello strato profondo dell’epidermide che producono la melanina, indispensabile per difendere la pelle dai raggi solari. È da sottolineare come anche lettini solari e lampade abbronzanti, in quanto fonte di raggi ultravioletti, possano causare lo stesso danno e debbano quindi essere utilizzate con estrema cautela.

«L’aumento dei casi si deve prima di tutto a un’aumentata e scorretta esposizione al sole da parte di soggetti con maggiore suscettibilità alle scottature, con pelle chiara» afferma Giovanni Pellacani, direttore della Clinica Dermatologica, e preside della Facoltà di Medicina, Università degli studi di Modena e Reggio Emilia. «L’eccesso di esposizione solare o troppe abbronzature artificiali, nell’adolescenza e non solo, risultano essere responsabili dell’aumentato rischio di sviluppare un melanoma nel corso della vita.

Grazie alle campagne di educazione e screening è in corso una grande sensibilizzazione nella popolazione e si sono potuti scoprire molti nuovi casi. Bisogna perciò puntare sulla diagnosi precoce che rimane tuttora la migliore e più efficace strategia terapeutica, eliminando la patologia in una fase in cui non ha ancora prodotto metastasi».

Altre possibili cause più recentemente ipotizzate sono le elevate concentrazioni di inquinanti ambientali prodotti da industrie chimiche, raffinerie, acciaierie, centrali elettriche, miniere o cave, aree portuali, discariche e inceneritori. Ipotesi che dovranno essere confermate da ulteriori studi.

Tipologie

Diagnosi precoce

Come per tutti i tumori, anche per il melanoma la diagnosi precoce è fondamentale. Il vantaggio è che trattandosi di pelle questa è facilitata. Responsabile della prevenzione non è quindi solo il dermatologo, ma anche ciascun individuo, che può controllare l’evoluzione dei propri nevi e individuare eventuali cambiamenti tempestivamente.

È poi opportuno sottoporsi a controlli medici con regolarità; nel caso di una pelle ove siano presenti molti nei verrà eseguita una mappatura che permetta di confrontare lo stato delle varie “macchie” nel tempo. In caso di lesioni sospette, un primo controllo consiste nella dermatoscopia, cioè l’osservazione, da parte dello specialista, dei nevi con il microscopio a epiluminescenza. Si tratta di uno strumento che permette di ingrandire e illuminare la lesione visualizzandone anche l’aspetto interno e di individuare i casi da sottoporre a una successiva biopsia, unico esame in grado di attestare la diagnosi certa di melanoma. L’immagine viene analizzata a computer e archiviata per i successivi confronti, in modo da scoprire eventuali evoluzione maligne.

Stefania Cifani

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