Malattie croniche intestinali – parte 1
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Malattie croniche intestinali
Le malattie croniche intestinali provocano una grave infiammazione dell’apparato gastrointestinale che può essere molto invalidante
Si chiamano MICI e comprendono la colite ulcerosa e la malattia di Crohn. Sono le malattie croniche intestinali (per la terminologia anglosassone IBD, Inflammatory Bowel Disease) malattie che causano una grave infiammazione dell’intestino con sintomi invalidanti. In Italia si stima che oltre 200 mila individui siano colpiti da malattia di Crohn o colite ulcerosa; possono manifestarsi a qualsiasi età, ma esordiscono per lo più in età giovanile. Di queste malattie si parla poco; anche se possono essere molto invalidanti e condizionare la vita sociale, relazionale e lavorativa dei malati, risultano per lo più “invisibili” agli altri.
Le cause precise delle MICI non sono state identificate, ma si attribuiscono a una combinazione di predisposizione genetica, fattori ambientali e immunologici. Tra i fattori di rischio, modificabili, legati allo sviluppo della malattia, vi è il fumo di sigaretta; il tabagismo porta anche a forme di malattia più gravi e aumenta il rischio di dover ricorrere alla chirurgia. Anche vivere in zone urbane e industrializzate è associato a un aumento del rischio di sviluppare una MICI, probabilmente a causa dell’ambiente e di una alimentazione più ricca di cibi raffinati. I sintomi delle MICI sono in gran parte aspecifici, e includono diarrea, dolori addominali, astenia, nausea, presenza di sangue nelle feci.
Questo è causa di un ritardo diagnostico anche di alcuni anni; a volte la condizione viene alla luce quando il danno infiammatorio è avanzato, magari dopo un accesso in pronto soccorso per un episodio acuto. Caratteristica comune alle malattie croniche intestinali è l’alternarsi di fasi di benessere, durante le quali i sintomi regrediscono – ma non le lesioni alle mucose intestinali – a periodi di riacutizzazione. Le complicanze più gravi di queste patologie comprendono ostruzione e perforazione intestinale, fistole e ascessi. La malattia di Crohn può indurre anche manifestazioni al di fuori del tratto gastrointestinale, con infiammazioni di altri organi e tessuti: occhi, articolazioni, fegato, pelle.
Malattia di Crohn e colite ulcerosa
La colite ulcerosa interessa la superficie della mucosa intestinale del retto e del colon. Nella maggior parte dei casi si manifesta tra i 15 e i 35 anni, ma può insorgere anche in età pediatrica e tra i 60 e i 70 anni. Sono frequenti perdite di sangue, dolori addominali intensi, diarrea, calo di peso e anemia. La colite ulcerosa influisce sulla qualità di vita dei pazienti, compromettendo le attività sociali e professionali. A differenza della colite ulcerosa, la malattia di Crohn può interessare l’intero tratto intestinale, dalla bocca fino alla regione anale.
La malattia colpisce prevalentemente in due fasce di età: tra i 20 ed i 30 anni e intorno ai 50 anni. Anche in questo caso si tratta di una patologia che provoca un importante peggioramento della qualità della vita, con sintomi come diarrea, anche continua con più scariche al giorno, dolore addominale, fatica e spossatezza, perdita di peso, nausea, vomito, febbre. I disturbi come le urgenze intestinali possono comparire improvvisamente, il che condiziona e limita le persone nella propria vita sociale. L’infiammazione causa ulcere che, se non curate possono portare a restringimento di alcuni tratti intestinali e, come nella colite ulcerosa, a fistole e ascessi.
Diagnosticare la malattia fin dalle prime manifestazioni è molto importante per limitare le lesioni ed evitare futuri interventi chirurgici. Per la diagnosi e la cura della malattia di Crohn e della colite ulcerosa esistono, nei principali ospedali pubblici, Centri di gastroenterologia con ambulatori dedicati alla cura delle MICI. Le persone affette da malattie croniche intestinali sono a maggior rischio di sviluppare tumore del colon. Per questo dovrebbero sottoporsi a uno screening più frequente rispetto alla popolazione generale, secondo uno schema che sarà consigliato in base alla durata e all’estensione della malattia.
Stefania Cifani

