La salute delle mani – parte 2
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La salute delle mani: sei disturbi da non sottovalutare: come riconoscerli per curarli
Sempre in primo piano nella quasi totalità delle azioni quotidiane, le mani possono essere prese di mira da disturbi che spesso si tende a trascurare.Ecco come riconoscerli e le soluzioni per curarli.
Artrosi
Che cos’è e come si manifesta.
È legata al cattivo funzionamento del sistema nervoso autonomo, che manda momentaneamente in tilt il microcircolo delle mani. A causa del freddo o di una forte tensione emotiva, il sistema di vasi sanguigni (arteriole e venule) subisce una serie di dilatazioni e contrazioni repentine e disordinate che provocano una riduzione del flusso sanguigno. Ecco allora che le dita diventano fredde, perdono sensibilità e assumono una colorazione prima pallida e poi bluastra. Successivamente, con il ritorno alla normalità del flusso, il loro colorito tende al rosso, diventano calde, si avverte formicolio e prurito e talvolta dolore.
Chi colpisce
Si osserva prevalentemente nelle donne in età fertile, in un range mediamente compreso tra i 16 e i 40 anni, anche se non è raro osservarla in concomitanza con la menopausa.
Come intervenire
Innanzitutto, quando fa freddo, occorre mantenere al caldo non solo le estremità ma tutto il corpo. I recettori che registrano le basse temperature sono infatti disseminati su tutta la pelle, per cui anche una ventata gelida sul viso può attivarli, causando dolore alle mani. Utile, quindi, indossare un abbigliamento caldo e una sciarpa, assieme ai guanti, naturalmente. Poi, oltre a bandire il fumo in quanto facilita il disturbo, è bene fare attività fisica aerobica (walking, corsa, ciclismo) almeno una ventina di minuti al giorno.
Questo perché il movimento rinforza il microcircolo stimolando la produzione di ossido nitrico, sostanza che agisce da vasodilatatore naturale. Se il disturbo si presenta con una certa frequenza, il medico può prescrivere farmaci che fluidificano il sangue (facilitandone il flusso nei vasi molto piccoli, come quelli che irrorano le mani), ma il trattamento della malattia contempla anche l’uso di calcioantagonisti e alfabloccanti.
Sindrome di De Quervain
Che cos’è e come si manifesta
Causato dall’infiammazione e dal conseguente restringimento della guaina che riveste due dei tendini che sono alla base del movimento del pollice, questo disturbo provoca un dolore improvviso lungo il dorso del primo dito e il margine esterno del polso (e a volte si diffonde anche all’avambraccio) impedendo i movimenti di presa come aprire un barattolo, strizzare un panno, sbucciare la frutta.
Chi colpisce
È frequente tra le neomamme che tengono a lungo in braccio il loro bebè, ma in genere ne soffre anche chi fa movimenti ripetitivi con il polso, come suonare, cucire o ricamare, o usare molto il mouse.
Come intervenire
Oltre a tenere a riposo le mani per qualche giorno, il medico potrà prescrivere degli antinfiammatori per uso orale o un ciclo di terapia fisica strumentale (laser, ultrasuoni, tecar). Ma se il problema non si risolve, può essere necessario l’intervento chirurgico: si effettua in anestesia locale e consiste nell’aprire, attraverso una piccola incisione alla base del pollice, la guaina che si è ristretta, per far sì che non crei più attrito sui tendini, in modo che questi ultimi possano avere più spazio per il movimento.
Malattia di Dupuytren
Che cos’è e come si manifesta
È caratterizzata dell’ispessimento dell’aponeurosi palmare (la sottile fascia fibrosa che ricopre e avvolge i muscoli del palmo delle mani) che porta dapprima alla formazione di noduli sottocutanei, poi alla perdita di elasticità del tessuto connettivo e infine all’accorciamento dei vicini tendini delle dita, con flessione permanente di queste ultime verso il palmo.
Chi colpisce
Ne soffrono più frequentemente gli uomini e si manifesta prevalentemente dopo i 40 anni. Alla base può esserci una predisposizione genetica ma tra i fattori di rischio rientrano anche la presenza di altre patologie (come diabete, epilessia, cirrosi epatica e disfunzioni tiroidee), oltre a microtraumi ripetuti, abuso di sostanze alcoliche, fumo.
Come intervenire
Oggi, in molti casi, è possibile evitare il ricorso al bisturi per la rimozione della parte di aponeurosi palmare superficiale colpita dalla malattia (l’intervento chirurgico è ormai riservato alle forme più gravi, caratterizzate da una marcata flessione delle dita) ricorrendo a una terapia ambulatoriale che prevede l’iniezione di collagenasi, un farmaco particolare che disgrega il tessuto fibroso che blocca il movimento delle mani. La tecnica mininvasiva avviene in due sedute: una per l’infiltrazione della sostanza in più punti del palmo, con un ago molto sottile; l’altra, dopo 24 ore, per la manipolazione dell’arto mediante trazione (in sedazione) così da permettere alle dita di estendersi completamente.
Claudio Buono

