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Integratori a base di curcuma e prodotti associati a casi di epatite

Come è noto, le Autorità Sanitarie hanno fino ad oggi disposto la sospensione del consumo di determinati lotti relativi a 17 integratori alimentari a base di curcumina altamente purificata, al fine di verificare la possibile correlazione tra il consumo di questi prodotti e alcuni casi di epatite colestatica acuta, non infettiva e non contagiosa.

Ci pare importante sottolineare che i suddetti prodotti, per quanto dichiarato in etichetta, impiegano in ambito alimentare curcumina ad elevatissima concentrazione (95%) ottenuta tramite processi industriali finalizzati alla purificazione della curcuma, utilizzandola anche in associazione ad altre sostanze e/o coadiuvanti per aumentarne la biodisponibilità.

Senza entrare nel merito della correlazione tra i casi rilevati e i prodotti oggetto di indagine, pensiamo sia fondamentale evidenziare che tale situazione NON si riferisce NE’ può essere ricondotta all’impiego di Curcuma e di estratti di Curcuma standardizzati ma non purificati. Questi infatti si differenziano dalla curcumina di cui sopra per contenere le sostanze complesse naturalmente presenti nella Curcuma da cui derivano i benefici salutistici di questa pianta e dei suoi estratti. Tra queste sostanze vi è appunto la curcumina, ma con livelli di concentrazione non paragonabili a quelle impiegate nei prodotti oggetto di indagine e non raggiungibili nel rispetto della naturalità della materia prima e dell’impiego alimentare.

Non è pertanto possibile, né da un punto di vista regolatorio né scientifico, estendere alla sostanza naturale complessa (curcuma) le caratteristiche di una sostanza isolata (curcumina) in quanto vengono meno i presupposti che fanno della sostanza naturale complessa l’essenza stessa del suo peculiare meccanismo d’azione fisiologico e del suo conseguente elevato profilo di sicurezza.