Endometriosi- parte 2
Indice dei contenuti
Endometriosi
L’endometriosi è un’infiammazione cronica benigna degli organi genitali femminili e dell’area della pelvi. È causata dalla presenza di un tessuto simile all’endometrio (tessuto che riveste la superficie interna dell’utero) in una zona “anomala” cioè diversa dalla normale sede dell’utero (come ad esempio le ovaie, il peritoneo, i legamenti uterosacrali e il setto retto-vaginale). L’endometriosi in Italia colpisce il 10-15% delle donne in età fertile soprattutto tra i 25 e i 35 anni, ma la patologia può comparire anche in fasce d’età più basse. Può interessare la donna già alla prima mestruazione (menarca) e accompagnarla fino alla menopausa.
Questa patologia crea problemi a chi è in cerca di una gravidanza, e in una certa percentuale di casi la malattia è causa anche di sterilità. Per assistere le donne che convivono con l’endometriosi è necessario un approccio multidisciplinare che coinvolge il medico di famiglia, ginecologi, psicologi, nutrizionisti, fisioterapisti e farmacisti. Infatti, il percorso di diagnosi e di cura è molto lungo e può essere vissuto con gravi ripercussioni sul benessere psicofisico della donna. L’endometriosi è inserita nell’elenco delle patologie croniche e invalidanti, negli stadi clinici più avanzati (“moderato o III grado” e “grave o IV grado”) riconoscendo alle pazienti il diritto ad usufruire in esenzione di alcune prestazioni specialistiche di controllo.
Gli stadi dell’endometriosi
L’American Society for Reproductive Medicine (ASRM) distingue l’endometriosi in quattro stadi.
- Stadio 1 – Endometriosi minima: l’estensione della patologia è minima e si caratterizza per la presenza di pochi millimetri di tessuto endometriale al di fuori dell’utero, localizzati in posizione superficiale nei tessuti.
- Stadio 2 – Endometriosi lieve: è caratterizzata da un maggior numero di lesioni, che risultano anche più profonde.
- Stadio 3 – Endometriosi moderata: l’estensione è maggiore. Sono presenti cisti ovariche (endometriomi) mono o bilaterali e tessuto aderenziale o cicatriziale tra gli organi pelvici.
- Stadio 4 – Endometriosi grave: ci sono voluminose cisti su una o entrambe le ovaie. Inoltre, cicatrici e aderenze sono ampie.
- Una dieta povera di proteine animali e di grassi e ricca di alimenti di origine vegetale, sembra essere utile nel ridurre i dolori mestruali, compresi quelli dovuti a endometriosi. Con questo tipo di alimentazione si riduce la produzione di estrogeni e si fornisce all’organismo una fonte di fitoestrogeni vegetali. Per dubbi e informazioni è utile rivolgersi al proprio farmacista.
Riconoscere i sintomi dolorosi
Come riuscire a “leggere” i propri sintomi dolorosi? Ecco qualche indicazione.
- Un altro segnale di una possibile endometriosi è il disagio a livello del retto: i sintomi più frequenti sono la falsa sensazione di dover evacuare, difficoltà a stare normalmente seduti o senso di peso nella zona posteriore. Potrebbe trattarsi di una endometriosi nell’area compresa tra utero, vagina e retto. I sintomi in questo caso possono essere più frequenti durante il periodo mestruale o l’ovulazione.
- Per dolore pelvico si intende un dolore che si manifesta nella parte bassa del tronco, a livello della pancia sotto l’ombelico. Se il dolore ha una durata minore di 2 o 3 mesi, si parla di dolore acuto, se persiste da più di 6 mesi si tratta di una forma cronica.
- La dismenorrea, cioè il dolore mestruale, non è necessariamente una condizione da ritenere nella norma. Se è molto forte, questo dolore può essere segno di qualcosa che non va e non deve essere sottovalutato. Bisogna piuttosto capire le cause.
- Anche in caso di rapporti sessuali dolorosi (dispareunia) bisogna andare a fondo, specie se il dolore insorge dopo un periodo in cui i rapporti sono stati senza dolore. La dispareunia può infatti essere il sintomo di una endometriosi profonda. Questa forma coinvolge la zona pelvica in genere intorno all’utero basso o l’area intorno alla vagina.
Alessandra Margreth

