Adolescenti: aiutarli a diventare adulti – parte 2

Adolescenti: aiutarli a diventare adulti

Gli adolescenti hanno affrontato con pazienza e coraggio l’emergenza Covid-19. Si sono trovati in una situazione che ha stravolto abitudini e relazioni sociali, durante l’emergenza Covid-19: gli adolescenti hanno affrontato didattica a distanza ed esami in videoconferenza; hanno passato le loro giornate a casa, con i genitori vicini e in videochat con gli amici. Ma chi sono gli adolescenti di oggi? E come salvaguardare la loro salute?

Capire il ciclo

Il momento dello sviluppo per le adolescenti è segnato dalla comparsa del ciclo mestruale. Parlarne tra madre e figlia, ma anche con le amiche è ancora difficile, e dunque permangono nell’opinione comune tanti falsi miti. Per esempio, che l’esercizio fisico durante il ciclo non sia salutare: invece non ci sono studi scientifici che dimostrano che l’esercizio fisico durante le mestruazioni abbia delle conseguenze dannose. Quindi ballare e fare esercizio fisico durante le mestruazioni è sicuro e in alcuni casi l’attività fisica può alleviare i crampi e persino migliorare l’umore e la sensazione di stanchezza spesso associata al ciclo mestruale.

Un’altra convinzione pericolosa delle adolescenti è quella che se si fa sesso durante il ciclo mestruale, non si può rimanere incinta. Seppure, improbabile che una donna rimanga incinta se fa sesso non protetto durante il ciclo se ha regolarmente le mestruazioni, è comunque una possibilità. Infatti,l’ovulazione avviene mediamente dopo 14/15 giorni dall’inizio della mestruazione, ma se una donna ha un ciclo irregolare, un ciclo breve o sanguina più a lungo del normale, è possibile che il suo periodo fertile si sovrapponga al ciclo mestruale.

Inoltre, nuove ricerche nel campo della salute riproduttiva e della fertilità suggeriscono che gli spermatozoi possono vivere nella cervice uterina fino a 5 giorni dopo il rapporto. È bene evitare di avere rapporti non protetti, utilizzando un’adeguata contraccezione che protegga da gravidanze indesiderate e malattie sessualmente trasmesse. Infine, importante in questa fase è impostare una corretta routine di igiene intima, con prodotti adatti alle modificate esigenze.

Salute degli occhi

Didattica a distanza, videogiochi, serie TV, videochat con gli amici e lo smartphone sempre in mano: secondo gli esperti, questo utilizzo intenso degli schermi, potrebbe avere delle conseguenze negative sulla vista. «È già ampiamente dimostrato dalla letteratura scientifica che sia l’utilizzo prolungato dei videoterminali sia le attività svolte all’interno delle proprie abitazioni sono tra i principali fattori di rischiodell’occhio secco» spiega Romina Fasciani, dell’Unità operativa complessa di Oculistica della Fondazione Policlinico universitario IRCCS Gemelli di Roma e membro del consiglio direttivo dell’Associazione italiana dei Medici Oculisti (AIMO).

Inoltre i cellulari, avendo caratteri ancora più piccoli, richiedono un’attenzione maggiore da parte dell’occhio. In condizioni normali, si hanno ammiccamenti involontari ogni tre/quattro secondi, ma se c’è un’attenzione particolare tali ammiccamenti diminuiscono fino ad ogni sette/dieci secondi: questo porta ad una secchezza oculare, così come a sintomi di dolenzia oculare, cefalea e bruciore agli occhi. Inoltre, si ha un possibile peggioramento della miopia negli adolescenti: «Si è visto che i ragazzi che stanno tanto tempo a guardare da vicino hanno un peggioramento della miopia, tanto che noi consigliamo, di solito dopo 50 minuti di studio, di guardare lontano per 10 minuti fuori dalla finestra per rilassare l’accomodazione» prosegue Fasciani.

Attenzione anche allo stare troppo a lungo in un ambiente chiuso: «Uno dei meccanismi messo in relazione con l’aumento della miopia nei bambini è l’assenza di vita all’aria aperta» spiega Fasciani «perché la luce del sole influisce sulla produzione di alcuni neurotrasmettitori che probabilmente sono implicati a livello della retina nella crescita».

Lockdown e solitudine condivisa

L’isolamento sperimentato durante il lockdown in primavera potrebbe avere effetti anche nei prossimi anni sulla salute di bambini e adolescenti, perché c’è una forte associazione tra solitudine e depressione nei giovani, sia nell’immediato sia nel lungo termine: queste le conclusioni di una ricerca pubblicata sul Journal of the American Academy of Child & Adolescent Psychiatry. Questo effetto può rimanere latente.

Motivo per cui potrebbero occorrere anche dieci anni per capire a fondo l’impatto che il Covid-19 può avere creato sulla salute mentale. Per questo, tra qualche anno potrebbe esserci un’ondata di casi di depressione, questo perché è noto che una salute emotiva povera nei bambini conduce a lunghi problemi di salute mentale. Però una nota positiva è che i ragazzi si sono trovati tutti nella stessa condizione di lontananza dalla socialità, tanto che è stata definita “solitudine condivisa” e questo, insieme alla maggiore vicinanza con i genitori, potrebbe avere attutito gli effetti dell’isolamento.

Chiara Romeo

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